Burn out: quando un lavoro diventa una patologia – Intervista al Dott. Francesco Sindoni, insegnante e psicologo

Abbiamo interrogato il Dott. Francesco Sindoni, insegnante e psicologo, relativamente ad una sindrome, oggi sempre più diffusa: il cosiddetto BURN OUT.
Quest’ultimo ha definito il BURN OUT come una patologia che colpisce alcune specifiche professioni, le “Helping Profession” (“professioni d’aiuto”), che operano in una relazione con la propria utenza, con un carico fisico ed emotivo notevole che, alla lunga, comporta una sensazione di “prosciugamento” delle proprie risorse personali, un deterioramento delle condizioni psichiche con un conseguente cinismo nei confronti degli utenti e infine demotivazione ed inefficienza dal punto di vista delle performance lavorative.
Medici, infermieri, psicologi, ma anche insegnanti ed educatori, possono andare incontro alla sindrome e manifestare sintomi fisici (per lo più somatizzazioni) ed emotivi (rabbia, aggressività, senso di depersonalizzazione e derealizzazione) poiché non si percepiscono più come persone che possono essere efficaci e realizzate nel proprio lavoro ma sobbarcati di un carico e di uno stress percepito come insostenibile.
Alla base del BURN OUT vi sono due ordini di cause: personali e organizzative.
Le prime riguardano le caratteristiche di personalità del lavoratore, le seconde il sistema e le dinamiche dell’organizzazione dentro la quale opera.
La scuola, cambiata profondamente dal punto di vista organizzativo, è oggi un sistema che mette alla prova alcune personalità particolarmente fragili. Per cui occorre impiegare risorse economiche ed umane per poter preparare gli insegnanti a gestire gli stress e i rischi legati alle professioni di aiuto e di cura.