Come gestire lo stress in ospedale: consigli per medici e infermieri

come gestire lo stress in ospedale, consigli per medici e infermieri

Lo stress sul lavoro,  una realtà presente nella vita moderna

L’evoluzione tecnologica della società moderna ha portato con sé nuovi strumenti di lavoro e innovazioni nelle attività, ma anche una rivoluzione nella gestione della vita quotidiana. Infatti se si osserva per un secondo la giornata di ogni individuo, si può evidenziare come vi sia una continua corsa in tutte le singole realtà, dal lavoro alla vita familiare, dagli amici all’educazione dei figli, dalle attività ricreative alle relazioni con il partner.

La difficoltà di gestire questa iperattività può generare stress.

In particolare si è notato che in alcuni settori come quello ospedaliero, soggetti come medici e infermieri siano colpiti da stress influenzando lo svolgimento delle loro attività.

Ma come gestire lo stress in ospedale? Cosa possono fare i medici e gli infermieri per poter migliorare la loro condizione? In questo articolo andremo ad analizzare alcuni aspetti al fine di seguire dei consigli pratici per rendere il proprio lavoro migliore.

Che cos’è lo stress, quali sono i suoi effetti sulla vita di un individuo

Ma che cos’è lo stress? Il termine compare per la prima volta nel 1936 quando il medico Hans Selye, parlò di una Sindrome Generale di Adattamento, definendo lo stress come una reazione biologica aspecifica dell’organismo a un fattore esterno, che definì stressante, al fine di poter ripristinare la condizione precedente.
Quindi lo stress viene considerato una risposta del corpo che si genera attraverso tre fasi: l’allarme, inteso come un segnale chimico e ormonale; l’adattamento, ovvero la capacità dell’organismo di accettare una determinata situazione; infine l’esaurimento con il quale si acquisisce la condizione psico-fisica precedente.

Nel 1984 tale definizione venne rimodellata da Lazarus e Folkam i quali attribuirono a un soggetto un ruolo attivo, dato che lo stress viene considerato come una situazione che viene valutata al di là delle proprie capacità da parte di un individuo ed è tale da mettere in pericolo il benessere dello stesso. In base a tale definizione un soggetto può rispondere allo stress mettendo in atto una serie di azioni e strategie che riguardano l’ambito cognitivo, emozionale e comportamentale che gli permettono di gestire lo stress.

Stress e l’attività dei medici e infermieri. Cosa determina lo stress psicosociale.

Lo stress è strettamente connesso a fattori che possono essere di natura psico-fisiologici, oppure psico-sociali. In questo secondo caso si fa riferimento agli effetti che un’attività lavorativa determina sul lavoratore.

In particolare le ultime ricerche effettuate dal CRN, su “Stress e Lavoro”, hanno dimostrato che tra le attività principalmente sottoposte allo stress, vi sono quelle in cui vi sono rapporti relazionali che si sviluppano in situazioni anomale con presenza di sofferenza e malattie.

In questa prospettiva la professione del medico e degli infermieri si trova in una condizione in cui l’esposizione allo stress è molto elevata. Anche se la medicina moderna si è tecnologicamente evoluta, alla base dell’attività di curare e accudire, vi è un rapporto umano, che di per sé genera una situazione di squilibrio, dato che si avrà un soggetto, il paziente, che richiede un aiuto al medico e all’infermiere.

In questo rapporto in cui sono presenti sofferenze psichiche e somatiche da parte del soggetto malato, possono nascere sentimenti di ostilità, insofferenza, aggressività e anche di una visione di speranza che generano un sovraccarico sulla capacità del medico e dell’infermiere a gestire queste emozioni. Se a questo si aggiunge difficoltà organizzative e il senso di fallimento e impotenza nell’impossibilità di dare una soluzione a un problema, il fattore stress è preponderante.

Stress e la qualità del lavoro del medico e dell’infermiere, come gestirlo.

Saper gestire le differenti situazioni che possono produrre stress, non è un’opzione, ma una forma di tutela per il benessere di figure come quelle del medico e degli infermieri che sono fondamentali per la salute di tutti.

Uno studio effettuato dall’Ohio State University nel 2017, ha cercato di sottolineare il rapporto che c’é tra il benessere dei medici e degli infermieri al lavoro e i loro errori. L’analisi ha determinato un fattore sconcertante: più è elevato lo stress di queste figure e maggiori sono le probabilità di commettere errori che sono a danno dei pazienti.

Il motivo è dovuto a quelle che sono le conseguenze che si determinano su un individuo sottoposto a stress. Non solo si hanno effetti fisici o psichici come può essere variazione dell’umore, difficoltà a dormire, scatti di nervosismo, ma inoltre si iniziano ad avere delle conseguenze nelle relazioni comportamentali e in particolare nel modo di relazionare con i pazienti. Infatti si è notato che il medico o l’infermiere che vive il suo posto di lavoro sotto stress, tenderà a essere completamente indifferente alla sofferenza delle persone oltre a rispecchiare un certo cinismo. A questo si aggiunge una sensazione di perenne stanchezza ed emozioni negative come un senso di fallimento che inevitabilmente influenzano l’attività lavorativa e la relazione con i colleghi.

I consigli per i medici e gli infermieri, trovare il giusto equilibrio nella vita

Lo stress può essere curato, e quando si presentano i primi sintomi è una priorità, dato che non influenza solo la capacità di svolgere un’attività lavorativa, ma si ripercuote in tutte le sfere della vita, dai rapporti con il partner, a quelli familiari e con gli amici.

La prevenzione è la prima forma di barriera. Per questo sarà necessario un intervento diretto dell’amministrazione degli ospedali al fine di migliorare la situazione organizzativa, ma anche una piena azione da parte degli stessi medici e infermieri, con una risposta individuale alle situazioni stressanti.

Ma come prevenire lo stress? Di seguito elenchiamo alcuni consigli:

  • Personalizzare il luogo di lavoro: spesso le stanze dei medici, o i luoghi comuni di riposo, sono asettici e poco personalizzati. Sarà importante accordarsi con i propri colleghi al fine di realizzare anche un piccolo spazio che sia utile al fine di potersi rilassare.              Si è evidenziato che la presenza di un piccolo angolo cucina, la televisione e un computer, possono essere ottimi strumenti per staccare per un attimo i pensieri dal lavoro, nei momenti di risposo.
  • Separazione tra attività lavorativa e affettiva: saper lasciare il lavoro al di fuori delle quattro mura domestiche è una realtà necessaria al fine di prevenire lo stress. È importante considerare che la vita di ogni individuo è composta da differenti rapporti e situazioni: lavoro, famiglia, sentimenti, hobby. Concentrare tutte le proprie energie solo in una singola attività, porta a creare forme ossessive e accumulo di emozioni che difficilmente possono essere gestite.
  • Rafforzare i rapporti sociali: il rapporto con i colleghi è un fattore determinante per non rimanere isolati nella realtà di sofferenza e di impotenza che spesso si genera nell’ambito ospedaliero.
  • Trovare attività lontane dal lavoro: coltivare interessi che sono al di fuori del lavoro è di primaria importanza in particolare se questi determinano anche un miglioramento della propria capacità psico-fisica. Un esempio può essere partecipare a dei corsi in palestra, o semplicemente fare attività fisica. Dedicare del tempo a se stessi è un modo per ricaricarsi.
  • Migliorare le relazioni personali: partner, famiglia e amici, sono fattori che fanno parte dell’equilibrio psico-fisico di un soggetto, dato che lo completano. Mantenere relazioni e migliorarle, permette quindi di creare delle competenze emotive che possono essere utili al fine di gestire al meglio gli stimoli esterni che possono generare stress.