Formazione professionale: cosa succede se non hai conseguito tutti i CFP previsti dalla legge?

I crediti formativi professionali per architetti e ingegneri rappresentano un elemento chiave che permette di essere operativi dopo aver ottenuto i titoli di studio necessari per operare.

Vediamo cosa accade quando questi non vengono ottenuti, situazione che si è venuta a manifestare nel corso dello scorso triennio dopo la creazione dei suddetti crediti.

A cosa servono i CFP

I crediti formativi professionali sono dei punti che servono a ingegneri e architetti per poter proseguire nello svolgimento delle loro mansioni, ovvero che garantiscono il massimo livello di professionalità a coloro che decidono di rivolgersi a questi professionisti per richiedere un servizio che rientra nelle loro mansioni.

La legge ha stabilito che nel corso del triennio successivo all’abilitazione della professione, architetti, ingegneri e altri professionisti devono raggiungere un determinato numero di crediti, ovvero 60, con una frazione degli stessi che devono essere conseguiti durante ogni anno.
Questi possono essere conseguiti partecipando a corsi di aggiornamento professionale, convegni e altre manifestazioni che hanno uno scopo ben preciso, ovvero fare in modo che il professionista ottenga il numero di crediti previsto entro l’anno e che possa essere aggiornato perfettamente sulle nuove normative in vigore in merito alla sua professione.

Pertanto i crediti formativi professionali assumono una grande importanza per questi professionisti, che devono necessariamente raggiungere il numero di crediti previsto dalla legge nel triennio.

Cosa accade se questi non vengono raggiunti

Potrebbe accadere però che i professionisti, come ingegneri e architetti, non raggiungano il numero minimo previsto dalla legge di CFP.

Qualora vi siano situazioni particolari, come gravi patologie, lutti improvvisi o maternità, i professionisti vengono esonerati e i tempi di conseguimento dei suddetti crediti vengono incrementati, dando loro l’occasione di conseguire i suddetti.

Se invece il professionista non dovesse essere in grado di raggiungere il numero dei crediti per mancanze di altro tipo che non vengono giustificate dalla legge, possono scaturire ben due conseguenze negative, le quali hanno delle ripercussioni sulla professione dello stesso ingegnere o architetto.

Nel caso in cui dovessero mancare un numero pari al venti percento dei crediti formativi, ovvero circa 12, il Comitato Nazionale censura quel professionista, ovvero lo segnala all’Albo dei Professionisti.
La censura non comporta alcun tipo di complicazione negativa in quanto il professionista può continuare a esercitare la sua mansione anche se potrebbe subire un leggero calo di credibilità.

Diversa invece la situazione nel caso in cui architetti e altri professionisti che devono conseguire un determinato numero di CFP durante il triennio e annualmente, non raggiungono il numero minimo durante questo lassi di tempo e le mancanze sono superiori al venti percento.

In tale situazione si va incontro alla sospensione della professione: dopo la segnalazione, infatti, i professionisti non possono esercitare la loro mansione per un numero di giorni pari a quello dei crediti che non hanno conseguito.
Se quindi a un geometra mancano venti crediti, per il medesimo numero di giorni non può operare e svolgere le sue mansioni.

Successivamente può riprendere i compiti che caratterizzano la sua mansione.

Cosa accade dopo la segnalazione

Ovviamente dopo la segnalazione i professionisti sono tenuti a recuperare i crediti che non hanno conseguito durante l’anno e il triennio.
In questo modo sia la censura che la sospensione delle mansioni lavorative vengono corrette, ovvero il professionista in questione verrà cancellato dalla segnalazione, come se i crediti conseguiti durante l’anno e il triennio fossero stati un numero pari a quelli previsti dalla legge.

Solo in casi abbastanza gravi, ovvero qualora i crediti non vengano recuperati entro la data prevista dalla legge e soprattutto con le modalità prescritte, i professionisti rischiano effettivamente la cancellazione dagli albi in quanto il loro comportamento viene percepito come tutt’altro che professionale.